Stamane un buon amico e tra i più spettacolari contrabbassisti che abbia mai fotografato mi ha onorato di questo gentile pensiero che voglio condividere qui: “"Ci sono cose che possiamo apprendere solo sperimentandole sulla nostra pelle, sentendole profondamente con la nostra vita. Se si tratta di semplice conoscenza è sufficiente studiare da soli o leggere libri. Ma la cosa più importante per l’essere umano è la forza vitale, e questa si alimenta solo tramite l’esperienza e l’interazione con le altre persone."
Il pensiero è di Daisaku Ikeda
Grazie, Fabio… Alla prossima

Stamane un buon amico e tra i più spettacolari contrabbassisti che abbia mai fotografato mi ha onorato di questo gentile pensiero che voglio condividere qui: “"Ci sono cose che possiamo apprendere solo sperimentandole sulla nostra pelle, sentendole profondamente con la nostra vita. Se si tratta di semplice conoscenza è sufficiente studiare da soli o leggere libri. Ma la cosa più importante per l’essere umano è la forza vitale, e questa si alimenta solo tramite l’esperienza e l’interazione con le altre persone."

Il pensiero è di Daisaku Ikeda

Grazie, Fabio… Alla prossima

Il videoclip “Coffea Strange: The story in a roll” è quasi pronto. Lo sarà soltanto quando sarà proiettato e/o quando si troverà nel gran canale di YouTube.
Che dire? Sono contento di aver collaborato con questi giovani artisti. Spero soltanto di lasciare un buon messaggio d’invito al rispetto al di là dei risultati. 
Adesso guardo e osservo il video, cercando di dargli il senso giusto, il taglio giusto, il momento giusto. Costruisco una storia, cercando di dare un senso al brano. Osservo i particolari, e sorrido. In fondo ricorderò sempre il bel momento passato insieme.
Ho da ringraziare qualcuno oggi: Agostino Russo, anche lui artista pittore. Nelle foto del backstage non si vede. Nel video non si vedrà. Ma mi ha dato una mano per una serie di riprese. Si è prestato con il semplice gusto di stare insieme.
Mi permetto di salutarlo e ringraziarlo qui. Quel poco che ha fatto mi è servito realmente.

Il videoclip “Coffea Strange: The story in a roll” è quasi pronto. Lo sarà soltanto quando sarà proiettato e/o quando si troverà nel gran canale di YouTube.

Che dire? Sono contento di aver collaborato con questi giovani artisti. Spero soltanto di lasciare un buon messaggio d’invito al rispetto al di là dei risultati. 

Adesso guardo e osservo il video, cercando di dargli il senso giusto, il taglio giusto, il momento giusto. Costruisco una storia, cercando di dare un senso al brano. Osservo i particolari, e sorrido. In fondo ricorderò sempre il bel momento passato insieme.

Ho da ringraziare qualcuno oggi: Agostino Russo, anche lui artista pittore. Nelle foto del backstage non si vede. Nel video non si vedrà. Ma mi ha dato una mano per una serie di riprese. Si è prestato con il semplice gusto di stare insieme.

Mi permetto di salutarlo e ringraziarlo qui. Quel poco che ha fatto mi è servito realmente.

Quando uscirà l videoclip dei Coffea Strange “The Story in a Roll” vi accorgerete che è presente anche l’arte di un giovane artista, Mirko Caruso.

Qui lo vedete impegnato in un action painting dentro un appartamento.

Io non ho scelto l’arte di Mirko per caso.

Mirko, per quanto possa apparire giovane agli occhi di certi specialisti, sa essere trasgressivo. Certo, l’esperienza la deve accumulare. Ma nei suoi pochi dipinti ho visto tracce di Kent Williams, un po’ di Bill  Sienkiewicz, anche qualcosina di Simon Bisley. Tutti artisti affermati.

In realtà Mirko mi piace perché attraverso la trasgressione trasmette libertà. Non gliene frega niente di apparire come gli altri. Lui è se stesso e basta.

Questo spirito mi ha colpito, e lo vedo attraverso i dipinti. Un universo fatto di freak che ti arriva anche a colpire nello stomaco. Nel tempo controllerà meglio le sue energie, magari conoscerà anche il vero senso della bellezza (non si acquisisce a 20 anni e forse nemmeno a 30 anni). Ma sarà se stesso.

Se ho fortemente voluto l’arte di Mirko nel videoclip dei Coffea Strange è dovuto alla sincerità che i suoi colori mi trasmettono.

Esempio di arte sequenziale o storyboard fotografato prima delle riprese.

I due Coffea Strange adottano tale posizione per permettere un giro a 360° con la telecamera. Prima però ho dovuto realizzare delle fotografie per capire il movimento circolatorio e per capire soprattutto la distanza che doveva tenere conto anche di alcuni particolari.

Realizzare videoclip sembra facile…

Questa posa dei Coffea Strange, un duo di cui mi sto occupando della regia e del montaggio del loro primo videoclip, può sembrare artistica e/o banale.
In realtà è una furbata tecnica. Questo tipo di fotografia delinea per me uno storyboard, nel senso che cerco di capire quale inquadratura prendere, quale può essere la sequenza migliore.
Di solito lo storyboard è curato da un disegnatore. Nel cinema è così. Ma la fotografia in certi sensi è più rapida. Permette subito di delineare lo spazio, e capire come si devono muovere i vari attori.
Non è una tecnica che suggerisco, ma aiuta. Soprattutto in assenza di uno storyboarder di professione.
Da qui parte anche la decisione su come idealmente potrà uscire il video. Un videoclip è un cortometraggio che può anche non avere un senso, ma deve tenere conto dei particolari. Basta osservare la similitudine dei vestiti, una mia insistenza. Il non sense deve avere anche una sua armonia.
Ah, il videoclip ha un titolo. “A Story in the Roll”, se non sbaglio. Il pezzo mi piace molto, e si abbina perfettamente a quello che ho intenzione di realizzare.
I Coffea Strange sono giovani. Stanno capendo che fare musica non vuol dire fare cover. Io li sostengo.

Questa posa dei Coffea Strange, un duo di cui mi sto occupando della regia e del montaggio del loro primo videoclip, può sembrare artistica e/o banale.

In realtà è una furbata tecnica. Questo tipo di fotografia delinea per me uno storyboard, nel senso che cerco di capire quale inquadratura prendere, quale può essere la sequenza migliore.

Di solito lo storyboard è curato da un disegnatore. Nel cinema è così. Ma la fotografia in certi sensi è più rapida. Permette subito di delineare lo spazio, e capire come si devono muovere i vari attori.

Non è una tecnica che suggerisco, ma aiuta. Soprattutto in assenza di uno storyboarder di professione.

Da qui parte anche la decisione su come idealmente potrà uscire il video. Un videoclip è un cortometraggio che può anche non avere un senso, ma deve tenere conto dei particolari. Basta osservare la similitudine dei vestiti, una mia insistenza. Il non sense deve avere anche una sua armonia.

Ah, il videoclip ha un titolo. “A Story in the Roll”, se non sbaglio. Il pezzo mi piace molto, e si abbina perfettamente a quello che ho intenzione di realizzare.

I Coffea Strange sono giovani. Stanno capendo che fare musica non vuol dire fare cover. Io li sostengo.

Puoi definirti artista soltanto se sei capace di sdraiarti per terra e non fregartene nulla, neanche se un po’ di merda sporca la tua maglietta… soprattutto se ti vedono gli altri.

Puoi definirti artista soltanto se sei capace di sdraiarti per terra e non fregartene nulla, neanche se un po’ di merda sporca la tua maglietta… soprattutto se ti vedono gli altri.

Sono stato in pausa.
Lungo silenzio.
E’ giunta l’ora di tornare… Ma domani lo farò…
Torno alla grande su Tumblr…

Sono stato in pausa.

Lungo silenzio.

E’ giunta l’ora di tornare… Ma domani lo farò…

Torno alla grande su Tumblr…

Houellebecq, la crisi, la censura.

Houellebecq, la crisi, la censura.

Michel_Houellebecq_Portrait_by_drawfastdieyoung

Questa parte d’intervista è tratta dal libro “La ricerca della felicità” di Michel Houellebecq, edito da Bompiani. Credo che sia doveroso riprendere questo passaggio perché forse risponde a tanti dubbi che abbiamo sulla politica di oggi. Poiché in parte mi trovo d’accordo su molti punti, ho preferito in questo blog riprenderla, e magari poi scriverci qualcosa. Non credo che ci sia molto da…

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La censura del Castoro parte 2 - Vuoi vedere che t’ho sgamato?
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Causa lavoro fotografico

Causa enorme lavoro fotografico, per il momento non posso occuparmi di questo spazio… Comunque ci rivedremo presto…

Non è una critica. Questo è il numero burlesque che mi ha dato parecchie difficoltà nel fotografare. Black Bijou è stata molto brava ad essere sfuggente. In fondo alcune sessioni di burlesque hanno bisogno di rapidità. La donna sfuggente è uno dei modelli ispiratori del burlesque. Però l’album ha un suo di molto spettacolare.

Forse ero stanco… Chissà… Ma almeno il bersaglio (fotografico s’intende) sono riuscito a colpirlo…